Partita Cieca
Il gioco dell'imitazione di Turing in classe. Sette configurazioni del round dallo stesso motore, dalla versione del 1950 a quella con il modello, senza server e senza dati degli studenti.

Progressive Web App per giocare in classe il gioco dell'imitazione che Alan Turing propose nel 1950 al posto della domanda "le macchine possono pensare?". Un giudice fa domande a due testimoni che non vede e non sente, e deve capire chi dei due sta fingendo. L'app fa da telescrivente, gestisce i turni e i tempi, sorteggia i ruoli in segreto e conserva la trascrizione per la discussione.
Sette configurazioni del round nascono dallo stesso motore, cambia solo chi riempie le due colonne e quale ruolo gli tocca. Le prime quattro vengono dall'articolo del 1950 e mettono in scena una questione che di solito si racconta soltanto. Nella sezione 1 la macchina prende il posto dell'uomo che finge di essere una donna, quindi finge di essere una donna contro una donna vera; alla fine della sezione 5 il genere è sparito e restano una macchina e un essere umano. La quarta configurazione è l'osservazione rovesciata della sezione 2, uno studente prova a fingersi la macchina e si tradisce, come Turing prevede, per la lentezza e per gli errori di calcolo. Ci sono poi una versione neutra senza il genere, per le classi e i corsi in cui la versione originale non è opportuna, e una partita da soli per preparare la lezione.
Due scelte tecniche rispondono a problemi reali dell'aula. Le due risposte compaiono nello stesso momento, perché la risposta del modello aspetta quella della persona, e così il tempo smette di essere un indizio senza che nessuno debba contare i secondi a mano. E l'opzione "macchina alla Turing" dà al modello l'istruzione di ritardare e di sbagliare i conti, come nel dialogo del 1950 dove risponde 105621 a una somma che fa 105721. Giocare lo stesso round prima con il modello onesto e poi con il modello istruito mette in mano alla classe il confronto che la lezione cerca.
Il briefing che un testimone umano legge dietro il sipario e l'istruzione di sistema che parte verso il modello sono lo stesso testo, e alla rivelazione si vedono affiancati. Ogni testimone ha un pulsante per passare una domanda senza spiegare perché. Il voto della classe si raccoglie per alzata di mano e diventa la frequenza dell'errore, che è la misura che Turing chiede davvero, confrontata con la sua previsione del 1950. Tutto resta sul dispositivo, nessun account e nessun dato degli studenti; l'unica cosa che esce, nei round con il modello, sono le domande del giudice, con la chiave personale del docente e senza server intermedi.
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